Carnalia. All’ombra dell’Etna si celebrano la carne e il vino

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Un tempo, dalle parti dell’Etna, lo chiamavano chianca, e questo nome bastava ad attirare i pellegrinaggi intorno agli altari laici degli artigiani che sui legni delle querce battevano la carne da mattina a sera.
Dario Cecchini, uomo-leggenda della bistecca fiorentina, e Saro Pennisi, chianchiere-monumento di Linguaglossa, incontrandosi oggi intorno a uno di questi magnifici ceppi fatti grossi all’ombra del Vulcano, si riconoscono a vicenda non come due maestri dello stesso mestiere ma come due condottieri della stessa missione: due che si sentono macellai non da dieci, trenta o cinquant’anni, ma forse da mille e più, anello cruciale della catena che nutre l’uomo.

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L’incontro fra loro due lo abbiamo desiderato e immaginato a lungo, condividendo insieme a Faith Willinger il piccolo sogno di invitare Dario Cecchini sull’Etna insieme ai più grandi macellai siciliani, per regalargli il nostro ceppo e fare insieme la prima libera festa della carne e del vino.
Incoronando simbolicamente Dario Cecchini “primo re” di Carnalia abbiamo sperimentato abbinamenti speciali, non solo dei sapori, ma innanzitutto di valori e passioni: l’amore e il rispetto con cui coltiviamo i nostri vigneti e raccontiamo il territorio attraverso i vini sono quelli con cui anche gli allevatori e i macellai trattano ogni giorno le gustose carni siciliane, portando nel futuro le stesse tradizioni.

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Ci hanno insegnato come conoscere ogni animale e come averne rispetto: è una bella responsabilità, un mestiere che non può essere sostituito”, ama ripetere Cecchini anche nei suoi lunghi dialoghi da macelleria, mentre taglia per la prima volta una bistecca fiorentina sulla chianca etnea: “C’è una bella differenza tra un macellaio e un tagliatore di carne. Pennisi che mi racconta della sua salsiccia di maialino nero dell’Etna, mi racconta se stesso. Raccontandomi di quel taglio di carne, di quel modo di usare le mani, mi racconta la sua vita”.
E così per tutti gli altri eccellenti macellai siciliani, che si sono dimostrati testimoni appassionati di queste storie di carne e di vita e hanno partecipato a Carnalia con straordinaria generosità, portandosi insieme ai coltelli anche tante mani e tanto cuore.

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Accanto a Saro Pennisi, che rigirando il calderone della frittola ci ha narrato gli antichi peccati di gola contadini – orecchie, muso, coda, pancia del maiale cotti nello strutto e conservati in dispensa per prelibate cene accompagnate da verdure di stagione -, è arrivato da Palermo Emanuele Cottone, con la sua salsiccia mista battuta al coltello con sale, pepe e finocchio, la salsiccia condita con pomodorini, origano e provola delle Madonie e i tipici involtini palermitani con la mollica e lo scalogno.

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Da Adrano, Giuseppe Indorato ci ha portato una magnifica porchetta di maialino nero dei Nebrodi, il manzo marinato e anche un interessante esperimento che avrà certamente un futuro: la salsiccia battuta al coltello impastata con il nostro vino Alastro.

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Massimilano Castro è arrivato da Chiaramonte Gulfi con un carico di sfizi come la salsiccia chiaramontana e la mortadella d’asino, mentre Sebastiano D’Agostino ci ha mandato in dono da Mirto un delizioso prosciutto di nero dei Nebrodi.

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E per dire di come tutto questo possa tradursi in formule gastronomiche contemporanee, abbiamo assaggiato anche i “Porkburgher”, i “Becburgher” e gli “Sheckburger”, ovvero gli hamburger di maiale, manzo e asino preparati da Andrea Graziano (Fud, Bottega Sicula di Catania), che ogni giorno inventa un modo diverso per rendere la carne siciliana speciale anche dentro un panino.

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Grazie a tutti loro.
Grazie al nostro chef Angelo Pumilia e a tutta la nostra cucina per aver trovato la sintonia perfetta con i nostri ospiti macellai, mettendo di fianco alla loro carne tutto ciò che di meglio ci offre la Sicilia d’inverno, dai carciofi ai funghi, dai cavolicelli alle lenticchie.

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E grazie a chi come noi produce i vini dell’Etna e ha condiviso questa sfida di utilizzarli per valorizzare come mai si era fatto prima la carne siciliana.
Accanto al nostro Santa Cecilia e al nostro Pinot Nero, ci siamo divertiti ad assaggiare le bottiglie speciali dei migliori rossi dell’Etna e a incrociarne gli abbinamenti con i ricchi piatti sulla tavola.

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Sapendo che Dario Cecchini terrà da oggi in poi nella sua macelleria di Panzano un piccolo pezzo dell’Etna, in Sicilia manterremo l’impegno che questo insolito “meat-ing” sia il primo di una lunga serie, con l’auspicio che “Carnalia” possa diventare il numero zero di un evento che coinvolga di anno in anno produttori di vino, allevatori e macellai, per raccontare l’eccellenza dell’enogastronomia siciliana, esplorando nuovi linguaggi per la promozione del territorio e lo sviluppo turistico.

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Parlano di Carnalia:

– Su WineNews: “CARNALIA, LA LIBERA FESTA DELLA CARNE E MOLTI ALTRI EVENTI AD HOC PER GLI ENOAPPASSIONATI

– Sul Giornale di Sicilia: “Carnalia”, la festa della carne celebrata sull’Etna – Le Foto

– Su Natural Food & Wine: “CARNALIA: ETNA E TOSCANA A CASA PLANETA

– Su Cronache di Gusto: “Metti un giorno a pranzo tra macellai poeti, la neve e i vini dell’Etna a casa Planeta

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