1 dicembre = Aranciata

Il termine “arancia” ha un etimo che si perde nel tempo. La derivazione più probabile è quella dal sancrito “nagaranja”, ovvero frutto prediletto dagli elefanti. Arrivato nel Mediterraneo l’etimo si declina nella parola arabo-persiana “narang” e si fonde poi al latino “aurum”.
Tonde e gialle, tanto che il mito greco le denomina “mele d’oro”, le arance, originarie della Cina e dell’India, erano arrivate in Europa già in epoca greca, insieme ad Alessandro Il Grande.
Nel Giardino delle Esperidi, un magico luogo descritto da Esiodo nella Teogonia, nella mitica isola al centro del mare, sul confine occidentale della terra, dove il giorno e la notte s’incontravano, fioriva un giardino rigoglioso, ricco di pomi d’oro che le Esperidi custodivano insieme al drago Ladon. L’albero dei frutti d’oro era stato generato quando Zeus ed Era si sposarono, come augurio di eterna fertilità. Quei pomi magici e mitici, simbolo per tutta l’antichità della fecondità e dell’amore, erano arance amare (Citrus x aurantium) e nessuno ne conosceva il potenziale uso alimentare.
Nei mosaici di Piazza Armerina compaiono più volte in cesti e sugli alberi. I Romani non seppero sfruttare le proprietà delle arance fino all’arrivo degli Arabi intorno al IX secolo d.C.

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Villa del Casale (Piazza Armerina), Mosaico

Tutta la pasticceria siciliana a base di arancia si sviluppa con e dopo gli Arabi che, sia amara che dolce, riuscirono a diffondere questo frutto e le sue immense proprietà aromatiche e digestive.
A Modica, in provincia di Ragusa, l’Aranciata consiste in piccole scorzette d’arancio candite nel miele, unite insieme a formare un cestino. Il poeta Antonio Veneziano nel ‘500 nel suo poemetto Arangeide scriveva “di chilla cubaita spiciali chi la chiamanu arangiada”, il Pitrè alla fine dell’800 cita l’Aranciata insieme alla Cedrata come celebri dolci modicani e racconta di numerose pasticcerie in città che la proponevano come dolce di fine pasto o come dolce di Natale. Una sorta di mentina riparatrice che faceva digerire tutti gli “abbuffi” delle feste di Natale.

Parte da qui il nostro Calendario dell’Avvento, con un invito agrumato alle festività e alle meravigliose tradizioni che lo compongno.

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Aranciata dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica | Foto di Adriano Brusaferri

Trovate la ricetta dell’Aranciata, nel libro “Sicilia, la cucina di Casa Planeta” a pagina 176.

Vino consigliato:
Passito di Noto Planeta

Altre letture consigliate:
– “Arancia. Percorsi siciliani di cultura, natura e gastronomia” di Carmelo Chiaramonte ed Elvira Assenza, Edizioni Estemporanee (2012)


1 dicembre = ARANCIATA

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2 dicembre = BRUTTI MA BUONI


3 dicembre = SFINCIA

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4 dicembre = ‘MPANATIGGHI

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5 dicembre = CUORE DI NATALE

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7 dicembre = TIRRIMULLIRU

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8 dicembre = BISCOTTO DI NATALE

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9 dicembre = NUCÀTOLI

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10 dicembre = CUBAITA

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11 dicembre = ARANCINA DOLCE

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12 dicembre = PIGNOLATA

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13 dicembre = CUCCÌA

15 cardinali
14 dicembre = BUCCELLATO

15 cardinali
15 dicembre = CARDINALI

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16 dicembre = BISCOTTI DI SEMOLA

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17 dicembre = OSSA DI MORTO

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18 dicembre = MOSTACCIOLI

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